MASTERCLASS CON LEO BROUWER - Latina, 10 e 11 aprile 2010

Suoni Nuovi

nel mondo della chitarra classica

Ciao Chitarra


Un sito ricco di risorse, fantasioso e coloratissimo: spartiti gratuiti, giochi musicali, file audio, miniclip e i fantastici brillini di Dulcita e Pepito

Stretching e riscaldamento muscolare

di Adriana Tessier - 2004

Suonare comporta una partecipazione totale di sé, nessun aspetto andrebbe trascurato. Ma la crescita e la maturazione di ogni persona seguono percorsi estremamente diversi essendo in stretta relazione con le influenze ambientali, il proprio livello di consapevolezza e l’intensità della propria ricerca.

Considerando l’atto del suonare come il risultato dell’interazione delle personali peculiarità mentali, spirituali e fisiche, i relativi aspetti da curare e approfondire sarebbero molteplici, richiederebbero una trattazione lunghissima e dovrebbero tener conto di tutte le variabili derivanti dall’ unicità ed esclusività di ogni essere umano.

Le considerazioni che seguono, quindi, hanno il solo scopo di mettere in luce alcuni aspetti del suonare - semplici ma a volte trascurati - e di fornire qualche informazione utile, pur se non strettamente musicale

L’UTILITA’ DELLO STRETCHING

La posizione assunta dal chitarrista, specie se tenuta per tempi prolungati, provoca una compressione della spina dorsale che a lungo andare può generare indolenzimento, dolori al collo e alla schiena. Questi effetti si possono contrastare con appositi esercizi di allungamento (stretching) che coinvolgano l’intero complesso muscolo-tendineo; esercizi descritti in molti manuali di facile reperibilità ma che andrebbero appresi preferibilmente presso palestre o centri idonei.

Lo stretching mira ad un “allungamento” dolce delle fasce muscolari, rappresenta una buona prevenzione dei danni provocati dalle continue sollecitazioni che mettono in tensione i muscoli ed è particolarmente utile quando ci si sente rigidi, indolenziti, stanchi, quando si ha bisogno di più scioltezza, energia, concentrazione.
Il vantaggio si estende all’intero complesso muscolo-tendineo e, indirettamente, alla mobilità delle articolazioni. Gli esercizi di allungamento vanno eseguiti senza scatti né forzature, respirando normalmente e concentrandosi sui muscoli e le articolazioni su cui si sta lavorando.
È importante anche evitare di esagerare con la tensione perché ciò potrebbe portare il muscolo a contrarsi invece che a distendersi.

L’elasticità muscolare è influenzata oltre che dalla bio-meccanica del movimento anche da stati psicologici e condizioni ambientali: lo stress, l’impegno mentale e la concentrazione possono generare una tensione fisica che si traduce a volte in rigidità muscolare.
Per contro, un’adeguata distensione dei gruppi muscolari può contribuire non solo a restituire elasticità all’apparato muscolo-tendineo ma anche a rilassare corpo e mente. Ne consegue che esercizi fisici, anche molto semplici, possono essere di estrema utilità per lo sviluppo di una maggiore flessibilità, un miglior coordinamento e al tempo stesso di un più equilibrato atteggiamento mentale relativo allo sforzo.


L’IMPORTANZA DEL RISCALDAMENTO

Nessun atleta penserebbe mai di arrivare in palestra e cominciare ad allenarsi o a fare flessioni senza prima dedicare un po’ di tempo al riscaldamento muscolare! Al contrario, più lo sforzo fisico sarà consistente più la fase propedeutica acquisterà importanza…
Eppure a noi capita spesso di imbracciare la chitarra e di cominciare a studiare o suonare “a freddo”. Si può fare, si fa, ma se dedicassimo qualche minuto al riscaldamento le nostre esecuzioni ne beneficerebbero certamente.


Il riscaldamento muscolare consiste in un’attività fisica, di modesta entità ma d’intensità crescente, che ci permette di attivare tutti i distretti corporei che verranno impegnati in seguito. È una fase che precede l’allenamento vero e proprio e che ha il compito di preparare l’organismo al lavoro da svolgere, portandolo ad esprimersi ai massimi livelli.

Il “riscaldamento” si definisce così proprio perché provoca un aumento della temperatura corporea di uno o due gradi. Questo rialzo di temperatura migliora l’attività muscolare, consente dei movimenti articolari più sciolti e accresce l’apporto di ossigeno, andando ad influire, quindi, anche su una maggior lucidità mentale.


ESERCIZI

In questo contesto, pur considerando ogni parte del corpo integrata in un tutto, ci occuperemo soltanto di alcuni esercizi che riguardano spina dorsale, braccia, mani, polsi e dita, rivolti cioè alle parti del corpo più direttamente coinvolte quando si suona. Gli esercizi possono essere utilizzati nelle fasi di riscaldamento e di defaticamento (cioè prima e dopo lo studio) e sono facilmente praticabili anche nelle più normali situazioni di vita quotidiana.

Massaggiare più volte al giorno polsi e dita.

Allargare e riunire le dita di ogni mano per più volte.

Stringere di scatto le mani a pugno e, sempre di scatto, aprirle nuovamente. Ripetere questo esercizio facendo scattare le dita tutte insieme e poi una alla volta come per contare da uno a cinque.

Tirare ogni singolo dito come se ci si volesse sfilare un anello.

Afferrare ogni dito della mano e farlo roteare qualche volta in senso sia orario che antiorario.

Aprire le mani, distendere le dita e mantenere la tensione per qualche secondo prima di rilassarle completamente.

Imitare con le mani gli artigli di un felino, mantenere la tensione, rilassare.

Distendere le braccia in avanti mantenendo i palmi rivolti verso il pavimento, piegare i polsi in modo da rivolgere i palmi di fronte a se stessi e la punta delle dita verso l’alto. Mantenere la tensione e poi rilassare. Piegare i polsi nella direzione opposta, con la punta delle dita verso il pavimento. Mantenere la tensione, rilassare (per polsi e avambracci).

Congiungere le mani e intrecciare le dita. Far roteare mani e polsi più volte in senso orario e poi antiorario (polsi).

Distendere le braccia in avanti mantenendo le dita in posizione naturale, i polsi flessi e i palmi verso il basso; tendere lentamente i polsi verso l’esterno, mantenere la tensione e infine rilassare.

Congiungere i palmi delle mani di fronte a sé senza allungare le braccia. Tenendo sempre uniti i palmi muovere i polsi in modo che la punta delle dita vada verso il basso. Mantenere la posizione ed infine rilassare (polsi e avambracci).

Congiungere i palmi delle mani e spingere delicatamente una mano di lato, mantenere la tensione e poi rilassare (polsi e avambracci).

Sollevare le spalle verso le orecchie fino a sentire una leggera tensione; mantenere la tensione per qualche secondo e poi rilassare.

Intrecciare le dita sopra la testa e distendere le braccia rivolgendo le palme verso l’alto. Spingere le braccia verso l’alto, mantenere la tensione per qualche secondo e poi rilassare.

Distendere un braccio verso l’alto e l’altro verso il basso, tendendo anche le dita. Mantenere la tensione, rilassare e ripetere dal lato opposto.

Appoggiare le mani agli stipiti di una porta mantenendole all’altezza delle spalle. Portare il tronco in avanti, mantenere la tensione e infine rilassare.

Incrociare le braccia e appoggiare le mani a una parete mantenendo la testa alta e la schiena dritta. Mantenendo le mani a contatto con la parete indietreggiare di un paio di passi e sollevarsi in punta di piedi. Mantenere la tensione e poi rilassare.

 
 
Joomla 1.5 Templates by Joomlashack