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di Adriana Tessier - 2004
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DESCRIZIONE ANATOMICA
Le unghie sono lamine protettive poste sulla parte dorsale delle piccole falangi delle dita. Sono costituite fondamentalmente dalla cheratina, una sostanza proteica fragile e molto sensibile all’umidità ma che agendo in sinergia con minerali, vitamine, aminoacidi, grassi e acqua, conferisce loro elasticità, flessibilità e resistenza. Queste caratteristiche, insieme alla forma convessa, le rendono adatte a trasmettere forza al movimento delle dita sulle corde.
Le unghie sono formate da:
RADICE - parte nascosta sotto la pelle
LAMINA - parte esposta, attaccata sulla superficie della pelle
MARGINE - estremità anteriore libera della lamina, la parte che usiamo limare secondo le differenze anatomiche individuali e gli obiettivi estetici per la produzione del suono.
MATRICE UNGUEALE - uno spesso strato di pelle che si trova sotto la lamina. La sua funzione è simile a quella del bulbo capillare, da cui si forma il capello. Dalla matrice ungueale hanno origine le cellule che, disponendosi come a creare la trama di un tessuto, vanno a costituire la lamina stessa. La produzione costante di nuove cellule e di cheratina determina la crescita dell’unghia.
Un’unghia sana è resistente e presenta una superficie uniforme e levigata, di colore rosato. Le unghie sono un vero e proprio indice dell’equilibrio fisiologico di ognuno. Le loro caratteristiche variano da persona a persona e si modificano con l’età e lo stato di salute ma indipendentemente dal sesso. Nei bambini le unghie sono decisamente più sottili che negli adulti.
La loro crescita è discontinua e varia da soggetto a soggetto ma corrisponde in media a 0,1 mm al giorno. Occorrono circa 4 o 5 mesi perché l’unghia si rinnovi totalmente. Nei bambini la crescita è più veloce che negli adulti e nelle donne più veloce che negli uomini. Si assiste ad un rallentamento dopo i 30 anni. Le unghie, inoltre, crescono più velocemente in estate che in inverno ed in misura accentuata nella mano che si usa di più, a causa di una maggior stimolazione della circolazione.
Le cause del cambiamento dell’aspetto o del rallentamento della crescita delle unghie, possono essere legate a fattori costituzionali e genetici, a delle particolari patologie o all’uso di alcuni farmaci; in questi casi il medico è l’unica figura idonea ad esprimere una diagnosi e a prescrivere una cura.
Molto più frequentemente, però, le cause principali risiedono:
in una dieta povera di elementi nutritivi;
in manicure troppo frequenti e aggressive;
nell’uso prolungato di smalti, specie se scadenti;
nel contatto prolungato con acqua o nell’eccessiva esposizione al sole che possono determinare una idratazione eccessiva o, al contrario, una disidratazione (l’unghia ha infatti una struttura porosa che permette una regolare scambio di umidità);
nell’ uso di detersivi, saponi, solventi per lo smalto o sostanze che le disidratano rendendole aride e facili a spezzarsi.
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CONSIGLI NATURALI
La miglior cosa da fare è prevenire tutte le condizioni che accentuino la fragilità delle unghie.
Fragilità La fragilità dell’unghia deriva dall’essere composta prevalentemente dalla cheratina; ciò che in realtà la rende resistente sono la curvatura, l’elasticità, la solidità della struttura. Fragilità o debolezza eccessive possono dipendere dai numerosi fattori precedentemente elencati ma anche essere indice di una carenza di calcio. In questo caso potrebbe essere utile bere più latte o, su consiglio del medico, assumere degli integratori. È importante avere piccoli accorgimenti quali l’uso di detergenti neutri e delicati, la realizzazione di una manicure corretta, l’applicazione regolare di olii idratanti, nutrienti ed emollienti. Questi ultimi vanno applicati con un leggero massaggio che ne favorisca l’assorbimento, insistendo sulla base dell’unghia e sulle cuticole. Gli olii più adatti sono quello di mandorle dolci, di oliva e di jojoba, che possono essere miscelati con alcune gocce di olii essenziali così da acquisire anche le proprietà trattanti degli stessi (lavanda e mirra per ottenere un effetto rigenerativo). Mescolando un cucchiaio di olio di oliva extravergine con un cucchiaio di olio essenziale di limone si ottiene una miscela che va massaggiata e successivamente sciacquata con acqua tiepida. Potrà sembrare strano ma gli emollienti per le labbra funzionano efficacemente anche sulle unghie, svolgendo un’azione protettiva dagli agenti esterni.
Rottura La cosa migliore da fare è intervenire tagliando in corrispondenza della frattura e poi limare. Se la porzione che si rompe è molto ampia, è preferibile accorciare tutta l’unghia e, se necessario, applicarne una sintetica facendo molta attenzione nel maneggiare la colla. Ricorrere a questa soluzione solo in caso di emergenza perché le colle danneggiano l’unghia e, a causa delle sostanze tossiche di cui sono composte, possono provocare allergie. Non va dimenticato che la cura di un’unghia seriamente danneggiata è molto lunga perché per una ricrescita totale occorrono diversi mesi.
Punti bianchi Sono spesso indice di carenza di zinco, un minerale indispensabile per la produzione di cheratina. Può essere utile, ma sempre ascoltando il parere del medico, assumere degli integratori specifici o accrescere l’apporto di vitamine, sali minerali e di alimenti che contengano zinco (ne sono ricchi cereali, riso integrale, legumi, latticini, uova, pesce).
Sfaldature Spesso di origine genetica ma a volte sono sintomo di anemia o di una manicure troppo aggressiva. La prima cosa da fare è lisciare la superficie sfaldata (si può usare della carta abrasiva finissima) e poi applicare una crema lucidante.
Perdita del colore naturale Può essere dovuta all’assorbimento da parte dell’unghia di sostanze coloranti contenute negli smalti. Il bicarbonato, applicato su uno spazzolino inumidito, aiuta ad ottenere un effetto sbiancante. Altro rimedio efficacissimo è affondare le unghie per una decina di minuti in un limone tagliato a metà. Il limone ha anche uno spiccato effetto antiossidante. Esistono delle matite bianche di uso cosmetico che possono essere usate per “colorare” la parte sporgente dell’unghia.
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IL TOCCO: MEGLIO L'UNGHIA O IL POLPASTRELLO?
L'attacco delle dita sulle corde varia sensibilmente in base alla loro stessa conformazione e a quella delle unghie, offrendo la possibilità di realizzare infinite sfumature di suono. Tenendo conto dell’influenza di un grande numero di variabili - tra cui l’angolazione delle mani rispetto allo strumento, la propria sensibilità, il tipo di corde, la chitarra stessa e, non ultima, la personale evoluzione tecnica e musicale - ognuno dovrebbe cercare, sperimentare ed applicare le varie possibilità, scegliendo quella che ritiene maggiormente appropriata.
Tre sono le tecniche che vengono di solito utilizzate per mettere in vibrazione le corde:
con il polpastrello,
con l’ unghia
o con entrambi. In linea generale l’approccio con polpastrello richiede più forza - indirettamente anche alla mano sinistra - ed il suono che scaturisce è rotondo, corposo, dolce ed omogeneo; quello con unghia offre invece migliore resistenza alla tensione della corda, produce un suono più chiaro, definito e brillante e facilita la fluidità in tecniche quali arpeggio e tremolo. L’attacco di tipo misto – prima con il polpastrello e subito dopo con l’unghia – permette invece di ottenere un suono pieno, corposo ma al tempo stesso preciso e nitido. Appropriate lunghezza e forma delle unghie della mano destra, permettono di scegliere di volta in volta l’angolazione delle dita rispetto alle corde ed il tipo di attacco che meglio favoriscono la produzione di determinate qualità sonore.
PARERI AUTOREVOLI
Liutisti e chitarristi si esprimono da sempre sulla questione del tocco ma la figura che ha maggiormente influito sull’attuale tendenza a suonare prevalentemente con l’unghia lunga è stata quella di Andres Segovia (1893-1987), il quale riteneva che suonare con il solo polpastrello riducesse il volume del suono e ne limitasse la varietà di timbri e colori. Nel passato meno recente, sostenitori del suono prodotto con l’unghia furono anche Emilio Pujol (1886-1980) e Dionisio Aguado (1784-1849), secondo i quali l’uso delle unghie apportava chiarezza armonica, rapidità ed una migliore articolazione e distribuzione delle variazioni timbriche. Va precisato che per quanto riguarda il pollice, però, Aguado usava solo il polpastrello. Sempre a favore dell’uso delle unghie furono i chitarristi Francesco Corbetta (1615-1681), Fernando Ferrandiere (1771-1816) ed il liutista Alessandro Piccinini (1566-C.1638). L’approccio di quest’ultimo era molto simile a quello moderno: colpire le corde con il polpastrello, spingerle verso la tavola armonica e quindi far scivolare l’unghia obliquamente.
Tra i sostenitori del tocco con polpastrello troviamo i liutisti Miguel de Fuenllana (1500- 1579), Thomas Mace (ca 1623-1709 ca), Silvius Leopold Weiss (1686-1750) ed i chitarristi Federico Moretti (ca 1760-1838) e Fernando Sor (1778-1839). Quest’ultimo, pur ritenendo che il reale fattore decisivo fosse il musicista stesso, asseriva che le unghie facilitavano certamente i passaggi più rapidi ma producevano un suono piuttosto sgradevole e povero di sfumature. Affermava che mai nella sua vita aveva trovato sopportabile ascoltare un chitarrista che suonasse con le unghie. Lo stesso Francisco Tarrega (1852-1909) iniziò a suonare con il polpastrello.
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FORMA E LUNGHEZZA DELLE UNGHIE
Non esistono una forma ed una lunghezza valide per tutti: attraverso una ricerca personale ognuno dovrebbe stabilire in che modo riesce meglio a gestire le proprie peculiarità per ottenere il tipo di suono ed espressività che desidera. Tuttavia esistono dei punti cardine che potrebbero costituire una base di partenza per chi decide di intraprendere un cammino verso la ricerca del proprio suono. In merito alla forma c’è da dire che difficilmente un’unghia squadrata e che presenta degli angoli potrà generare un bel suono. L’angolazione di mano e dita rispetto alle corde varia da persona a persona ed andrebbe osservata attentamente prima di sperimentare e poi stabilire un’appropriata forma di unghia. In linea di massima, bisognerebbe colpire la corda con un’ampia porzione di unghia ed andrebbero evitate forme, lunghezze e asperità che possano amplificare il rumore provocato dal contatto con il rivestimento metallico delle corde.
Per quanto riguarda la lunghezza delle unghie, questa non dovrebbe superare di molto il bordo del dito. Alcuni chitarristi mantengono più corti i lati dell’unghia stessa, mentre altri compensano la diversa lunghezza delle dita con una diversa lunghezza delle unghie (i, m, a in ordine crescente). Il movimento del pollice, che presenta una superficie di pelle più ampia e lavora nella direzione opposta rispetto alle altre dita, viene solitamente agevolato da un’unghia leggermente più lunga. Alcuni chitarristi non usano l’unghia del pollice mentre altri cambiano l’angolo d’attacco dello stesso per ottenere un suono più o meno rotondo o sottile.
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LIMATURA
Le unghie non andrebbero tagliate (tanto meno morse!) ed il motivo è facilmente intuibile: il taglio ne spezzerebbe nettamente la “trama” sottoponendole a traumi ripetuti. Se proprio si decide di farlo è bene utilizzare strumenti idonei, in ottimo stato, procedendo con piccoli tagli netti prima sui lati e poi sulla parte centrale dell’unghia. In ogni caso, a questa operazione va fatta seguire quella della limatura, che è, comunque, la soluzione più idonea. Alla limetta di metallo e a quella di carta vetrata è da preferire la carta abrasiva. Questa carta, facilmente reperibile in ferramenta, viene classificata con dei numeri che ne indicano il livello di azione abrasiva, che sarà tanto più alto quanto più basso sarà il numero che contrassegna la carta stessa. Sarà utile procurarsene fogli di diversa finezza (tra 800 e 1200 circa). La limatura non va mai effettuata sull’unghia bagnata, perché questa, come i capelli, se bagnata è più fragile. L’unghia va smussata fino ad eliminare qualsiasi tipo di asperità, partendo dagli angoli verso il centro e seguendo un’unica direzione, evitando di far scorrere la lima avanti e indietro. Evitare anche di insistere troppo sui lati perché questo porta ad un indebolimento dell’unghia. La limatura corretta segue in linea di massima il contorno del dito ma, naturalmente, ognuno apporterà all’unghia la forma che riterrà più appropriata a garantire un buona emissione del suono. L’unghia andrà poi rifinita e levigata con carta abrasiva di grana molto fine e quindi con del cuoio o materiale simile in modo da ottenere una superficie il più possibile liscia e un suono di conseguenza più nitido.
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MANICURE
1 - limare regolarmente le unghie e soprattutto non usare mai il taglia unghie che tende a rigarle e a sfaldarle; 2 - applicare un prodotto emolliente anti-cuticole su tutta l'unghia, attendere qualche minuto e massaggiare per far penetrare bene il prodotto. Così le pellicine si ammorbidiscono e possono essere trattate più facilmente. In alternativa immergere le unghie per almeno tre minuti in acqua calda a cui è stata aggiunta qualche goccia di limone o d'olio d'oliva. Questi accorgimenti sono necessari perché in realtà le cuticole sono una sorta di barriera della pelle che ha la funzione specifica di proteggere la matrice ungueale dalle infezioni batteriche e la loro rimozione potrebbe danneggiare la matrice stessa e rendere l’unghia più fragile. 3 - spingere indietro le cuticole con un bastoncino d'arancio (è un legno molto tenero che perciò non provoca abrasioni). Procedere delicatamente fino a che le cuticole scompaiono lasciando l'unghia pulita e dai contorni ben definiti. Il bastoncino d’arancio può essere utilizzato anche per pulire l’interno dell’unghia. 4 - Con una pinzetta, togliere solo le parti di pelle rimaste attaccate all'unghia. 5 - Massaggiare e idratare mani e unghie con una crema nutriente.
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USO DELLO SMALTO
Lo smalto ha una funzione protettiva ma al tempo stesso impedisce all’unghia di "respirare" e un’unghia che non respira si scheggia e si spezza facilmente. È bene alternare all’uso dello smalto quello di trattamenti idratanti e nutrienti e scegliere, comunque, smalti di qualità (per esempio a base di pantenolo, elemento che ha la proprietà di agire come sostantivante della cheratina). Sarebbe bene evitare anche l’uso di indurenti che contengono formaldeide - sostanza che disidrata notevolmente l’unghia. Se conservato in frigorifero, lo smalto si mantiene più fluido e facilmente applicabile. Mescolando 1 tuorlo d’uovo, un cucchiaio di olio di ricino, un cucchiaino di miele ed uno di sale si ottiene un composto rinforzante che può essere usato come uno smalto. Al classico acetone, che è aggressivo e potrebbe corrodere e disidratare le unghie, è preferibile sostituire un solvente delicato, magari oleoso, che andrà usato versandone poco su un batuffolo di cotone ed esercitando, senza strofinare, una leggera pressione sull’unghia.
Se si decide di applicare lo smalto bisogna assolutamente seguire alcune fasi preliminari per proteggere l'unghia:
1 - usare SEMPRE una base per nutrire, rinforzare l'unghia ed evitarne il contatto diretto con lo smalto. Esistono basi indurenti, nutrienti, anti-striature, leviganti ecc. che possono essere scelte in base al tipo di unghia e ai suoi eventuali problemi. L’applicazione della base va fatta lentamente su tutta la superficie dell'unghia. 2 - stendere lo smalto (non troppo!) con un gesto preciso iniziando l'applicazione dal centro dell'unghia, evitando di coprirla tutta. 3 - terminare con un trattamento protettivo che rinforzi lo smalto e ne aumenti la tenuta.
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