LEO BROUWER Homo ludens Album Doppio -CD Recensione di Adriana Tessier - marzo 2005
Nato da un'idea della musicologa Isabelle Hernández, il doppio album "Leo Brouwer: Homo ludens" contiene prime registrazioni mondiali di opere inedite di musica da camera, con e senza chitarra, e sintetizza oltre 40 anni di pensiero e di lavoro compositivo di Leo Brouwer. Il titolo stesso riassume alcuni aspetti fondamentali del percorso di Leo Brouwer e ripropone la scelta di valorizzare il ruolo ludico dell'artista che non nega il proprio lato disincantato, curioso, fantasioso e creativo. Ancor più della partitura, considerata piuttosto come il modo di preservare la musica, la registrazione sonora rappresenta per Brouwer l'unica testimonianza della storia del suono e il modo contemporaneo di rifletterla. Anche in quest'ottica va vista tale produzione che in più ha il pregio di abbracciare significati e momenti differenti, di ricondurre a unicità la molteplicità del reale e del fantastico, del vicino e del lontano, del passato e del presente, condensati in Brouwer tanto in una singola frase quanto in pagine di più ampio sviluppo e respiro. Al prodotto discografico, realizzato a L'Avana in poco meno di tre mesi, hanno partecipato diversi artisti cubani e molti giovani strumentisti, alcuni dei quali facenti parte dell'Orchestra Sinfonica Nazionale Cubana. Il soggetto della cover è tratto da un particolare dell'opera in ceramica El ángel de la guitarra, dedicata a Leo Brouwer e realizzata nel 1997 da Nelson Domínguez, un artista tra i più noti a Cuba, che spaziando tra raffigurazione poetica e neo-espressionismo, utilizza tecniche diverse. Lo stesso Domínguez, insieme ad Alberto Lescay, è autore anche di un rilievo in bronzo, "La fuente de Leo", una vera e propria fontana che si trova nell'Habana Vieja. Al pianista jazz Chucho Valdés e al cantautore Silvio Rodríguez spettano l'apertura e la chiusura della raccolta con due versioni nuove dei brani meno recenti incisi nell'album. Si tratta di due personalità da anni vicinissime a Leo Brouwer nella vita e nei percorsi artistici, significativi rappresentanti del panorama cubano di ieri e di oggi che hanno aperto il cammino alle attuali generazioni di musicisti di Cuba, sempre con produzioni di altissima qualità. Nel primo CD, Chucho Valdés offre una bellissima interpretazione del secondo dei due Bocetos per pianoforte che Brouwer compose nel 1961 ispirandosi alla pittura cubana e in particolare alle opere di Raúl Milián e René Portocarrero. Elementi criolli si disegnano melodicamente su opposti piani sonori richiamando equilibri, colori e forme pittoriche che l'inconfondibile stile improvvisativo di Chucho Valdés esalta e caratterizza con vigore e lieve trasparenza. È Silvio Rodríguez a concludere il secondo Cd con una versione cantata dell'Estudio n. 5, tratto dalla prima serie degli Estudios Sencillos ed eseguito alla chitarra dallo stesso Leo Brouwer. Un ángel fue a buscar su canción El ángel voló siete tonos de luz Al Boceto, segue La vida misma (1999) un quartetto per violino, violoncello, piano e percussioni, strutturato in tre movimenti che esprimono e caratterizzano in termini sonori tre diverse condizioni concettuali della vita stessa: quella dell'homo faber (azione costruttiva, resa attraverso l'ostinato armonico e accenti percussivi ottenuti dalla sovrapposizione delle sonorità degli strumenti), quella dell'homo sapiens (ragionamento e riflessione, resi con l'assenza della percussione, con un'armonia sobria e una linea melodica ad intervalli ampi) e quella dell'homo ludens (gioco e divertimento, che si riflettono nella ripresa di alcuni elementi del primo tempo ma stavolta in una spirale dialettica che esprime il recupero dell'innocenza e della spontaneità che la visione intellettuale del mondo tende invece a moderare o addirittura a dimenticare). Al chitarrista argentino Victor Pellegrini è affidata l'interpretazione dei Nuevos Estudios Sencillos, composti nel 2001. Il CD n. 1 si conclude con il Cuarteto de cuerdas n.3 (1997) che è quello, dei tre composti da Brouwer, in cui si evidenziano una maggior espansione e l'intento di integrazione tra nuovi sviluppi del linguaggio strumentale e tradizione popolare. Mistero, ingenuità e l'incanto di una cultura antica caratterizzano La Région más transparente (1982), l'opera per flauto e piano che apre il secondo CD. Una dimensione quasi filosofica accomuna Viaje a la semilla (2000), una delle più recenti composizioni di Brouwer per chitarra, e Los pasos perdidos (1999), entrambe ispirate da opere narrative di Alejo Carpentier basate su una sorta di viaggio verso la genesi esistenziale dell'essere umano. Riconoscibili gli stilemi di Leo Brouwer, infine, anche in Los negros brujos se divierten (1985), una partitura da camera in cui confluiscono intelletto e sensorialità, riferimenti barocchi e poliritmia yoruba. Un album assolutamente imperdibile per originalità, valore documentale e qualità. |
Doppio CD - anno 2004 Vincitore di due premi Collezione Roldán CD024
La vida misma (1999) * Nuevos estudios sencillos (2001) * Cuarteto de cuerdas No.3 (1997) *
CD 2 Los pasos perdidos (1999) * Viaje a la semilla (2000) * Los negros brujos se divierten (1985) * Estudio sencillo No.5 (1959) *
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